Tour di Pisa

Dal B&B Belleville, andando a sinistra, si raggiunge via Luigi Bianchi. Si nota al di là della strada l’ ingresso all’ Arena Garibaldi, attualmente lo stadio della squadra di calcio del Pisa con una capacità di 35.000 spettatori. Nacque nel 1807 come teatro diurno per spettacoli e giochi vari, con un palcoscenico centrale e tutt’ intorno una pista per le corse dei cavalli. Secondo le cronache, la prima costruzione era piuttosto rozza con parti in muratura e assi di legno grossolane, nel 1831 fu ampliato e abbellito con un grande arco in muratura all’ ingresso.

 

In via Luigi Bianchi sulla destra si vede il Palazzo Ricciardi-Bargilli, ottocentesco e con facciata ornata da tre busti simboli di giovinezza, maturità e vecchiaia.

 

Le Mura di Pisa

 

Le Mura di Pisa
Le Mura di Pisa

Proseguendo si arriva alle mura urbane. La Porta da cui attraverseremo si chiama Porta a Lucca, uno degli accessi alla Parte Nord della cinta muraria. Questa porta fu costruita nel 1544 insieme al bastione che si trova accanto, chiamata così perchè, appunto, immetteva nella strada per Lucca.

Quest’ area è denominata Largo del Parlascio, perchè precedentemente si usava la Porta del Parlascio, poco distante.

Fino agli inizi del 20°sec. ha funzionato come centro di una stazione per diligenze, e dintorno vi erano stalle, fienili, botteghe di finimenti, locali per maniscalchi. Recenti scavi archeologici hanno rilevato l’esistenza anche di una gabella dove si pagava il dazio per l’ ingresso in città.

Le mura sono di origine medievale, costruite nel periodo della Repubblica Marinara. Prima di queste, Pisa aveva altre mura romane, ma molto più ristrette e che riguardavano soprattutto la parte Sud della città. L’ incremento demografico portò alla necessità di questa nuova cinta, costruita con blocchi squadrati e regolari di materiali provenienti da Livorno e dalle cave delle vicine San Giuliano Terme e Asciano. Queste mura circondano la città per circa 6 km, hanno uno spessore di 2,20 metri e un’altezza media di 11 metri. I camminamenti sopra sono accessibili.

 

I Bagni di Nerone
I Bagni di Nerone

Oltrepassata la porta si notano subito i Bagni di Nerone: il nome fu erroneamente attribuito nel Medioevo, in realtà questo edificio termale risale al I-II sec. d.C., quando l’ imperatore era Adriano. Sono l’ unico edificio di epoca romana rimasto a Pisa, ben conservato è il sudatio laconicum, il locale dove affluivano le acque calde, e doveva essere riccamente decorato, perchè sono stati ritrovati marmi e statue che lo ornavano.

 

Dal Largo del Parlascio se guardiamo a destra si vede già la Torre Pendente, proseguendo in quella direzione si arriva in Piazza dei Miracoli.

 

Piazza dei Miracoli

 

Patrimonio dell’ umanità dal 1987, la Piazza è composta da 4 monumenti principali, ossia il Duomo, la Torre Pendente (il campanile), il Battistero e il Camposanto monumentale. Il nome “Campo dei Miracoli” le fu attribuito da D’ Annunzio.

 

Il Duomo: dedicato a Santa Maria Assunta, fu iniziato nel 1064, dopo una clamorosa vittoria dei Pisani contro i Saraceni. L’ architetto Buscheto ebbe a disposizione un grande capitale e vi riversò tutta la cultura che aveva da viaggiatore del Mediterraneo con riferimento alle basiliche classiche romane e alle architetture arabe e armene. A metà del XII sec. l’ opera fu continuata da Rainaldo che allungò il corpo longitudinale e fece una nuova facciata. Ma nel 1595 la sbadataggine di un operaio che lavorava alle lastre di piombo provocò un incendio che devastò gran parte degli arredi e il soffitto che fu poi ricostruito a cassettoni. Federico I dei Medici commissionò nuovi addobbi e arredi.

Le unghiate del Diavolo
Le unghiate del Diavolo

La facciata è in stile romanico-pisano e costruita con marmo bianco, giallo e grigio. Bellissimi i portoni con rilievi in bronzo che da pochi anni sono protetti da transenne poichè l’ usanza superstiziosa di andare a sfregare alcune figure, soprattutto nel portone centrale, in particolare la lucertola (propriziatoria per gli studi),  la rana (simbolo di fortuna), il seno di una figura femminile (fertilità), ne stava facendo consumare le forme. Di particolare rilievo artistico è la Porta di San Ranieri, sita nel lato posteriore del Duomo, di fronte alla Torre.

Di fianco alla Cattedrale si trova un blocco di marmo solcato e bucato: si dice che quelle siano le “unghiate del diavolo”, che fece questo dispetto perchè geloso della bellezza dell’edificio, e una cosa curiosa è che, ogni volta che si contano, il conto non torna mai uguale.

 

La Torre Pendente
La Torre Pendente

La Torre Pendente: la famosa torre è in realtà il campanile della Chiesa. La sua pendenza è di circa 4,50 metri rispetto alla base. Fu iniziata da Bonanno Pisano nel 1173 su fondamenta profonde 3,50 metri, ma arrivati al terzo piano, la torre iniziò ad inclinarsi. Solo nel 1275 riprese la sua costruzione Giovanni di Simone, che realizzò altri 3 piani cercando di compensare la pendenza dei primi, infine Tommaso di Andrea Pisano concluse l’ opera con la cella campanaria. Si nota infatti che la linea di innalzamento della Torre si piega in senso opposto alla pendenza totale. Quando fu finita, continuò ad inclinarsi tanto che si temeva potesse cedere, invece ha resistito per secoli, anche se con vari interventi per rafforzarne la base.

All’ interno, al primo piano, sono sistemati gli strumenti per misurare la stabilità della Torre e un’ iscrizione ricorda l’ esperimento svolto da Galilei, ossia il lancio di due sfere metalliche, una piena e l’ altra vuota, per misurare la velocità di caduta.

Per arrivare in cima dobbiamo salire 293 gradini, resi lisci e solcati dall’ usura, dalla cima della Torre si vede lo splendido panorama della città con le pianure dintorno, i monti a settentrione, il mare e nei giorni più limpidi si intravedono le sagome delle isole dell’ arcipelago toscano. La cima della Torre ospita ben 7 campane che hanno ciascuna un nome diverso dall’ altra, perchè ciascuna serviva per un momento diverso della giornata.

 

Il Battistero
Il Battistero

Il Battistero: anche il battistero di S. Giovanni Battista ha una lieve pendenza di 45 cm. Iniziato nel 1152 dal pisano Diotisalvi, costruita la prima parte in stile romanico, iniziarono a mancare i soldi, i Pisani pagarono volontariamente una moneta d’ oro a carico di ogni famiglia, che per il tempo era molto. Dal 1260 Nicola Pisano costruì la seconda parte, infine nel XIV sec. si costruì la cupola, ricoperta in tegoli rossi tranne la parte davanti al Duomo, che è in piombo. Una curiosità è l’ acustica del Battistero: l’ eco si ripete più volte e con tonalità diverse.

 

Il Camposanto: è un cimitero a pianta rettangolare, detto “Camposanto” perchè, quando fu edificato, nel periodo in cui Pisa era Repubblica Marinara, furono fatte portare un certo numero di navi ricolme di terra proveniente dalla Terra Santa appunto per riempirlo, e pare che questa terra fosse in grado di far decomporre un cadavere in appena 24 ore. E’ un vero scrigno di opere d’ arte, vi si trovano sarcofagi di epoca romana che le famiglie pisane più facoltose acquistavano per riutilizzarli, affreschi ispirati alla cultura dominicana degli artisti più dotati. Da notare l’ affresco del Giudizio Universale che ricorda la visione dell’ aldilà descritta da Dante Alighieri e “il Trionfo della Morte”, il cui restauro è durato 20 anni ed è stato molto difficoltoso a causa dei danni provocati dall’incendio avvenuto nella Seconda Guerra Mondiale.
Nell’ ‘800 fu il primo museo cittadino ed era molto apprezzato da visitatori europei, con il tempo però la fama della torre ha prevalso.

 

La Fontana dei Putti
La Fontana dei Putti

La Piazza dei Miracoli è limitata nella parte settentrionale e occidentale dalle mura urbane, sul lato meridionale si trova l’antico Ospedale della Misericordia, oggi Ospedale Santa Chiara, che fu fatto edificare dai Medici, chiudendo così il ciclo ideale della vita rappresentato dai monumenti della Piazza: il battistero che è la nascita dell ‘uomo, il duomo che è la maturità, la torre che è l’ elevazione alla fede, il cimitero che è la morte e prima di questa l’ inevitabile ospedale.

 

Altri monumenti “minori” che troviamo in Piazza dei Miracoli sono la Fontana dei Putti, il Museo delle Sinopie, dove sono conservati i disegni preparatori degli affreschi del Camposanto, e il Museo dell’Opera del Duomo.

 

Proseguendo lungo via Santa Maria, sul lato meridionale della piazza, al numero 108, proprio all’ inizio della via, si trova l’ Ospizio dei Trovatelli, cioè dei bambini abbandonati dai genitori. In facciata, sotto la terza finestra a destra della porta, si trovava una finestrella con una cornice di marmo e ornata da un rilievo che rappresenta un neonato in fasce. In quella finestrella era sistemata una ruota girevole, dove si poteva lasciare il neonato totalmente in incognito. La struttura che ospitava questo orfanatrofio è una delle poche architetture del ‘400 rimaste a Pisa.

 

Continuando per questa via, fra negozi di souvenir e ristoranti, si fanno notare molti Palazzi signorili, oggi per la maggior parte sedi o succursali universitarie, altri sono musei, biblioteche e pochi sono privati. L’università di Pisa infatti non ha sede in un solo edificio, ma le varie facoltà sono sparse per la città, che in pratica si può definire “un grande campus”.

 

Svoltando in via Luca Ghini, si trova l’ingresso all’ Orto botanico universitario, uno dei più antichi d’ Italia, con piante secolari e rare e visitare il Museo botanico allestito nella graziosa Palazzina delle Conchiglie all’ interno dell’ orto.

 

Piazza dei Cavalieri

Piazza dei Cavalieri
Piazza dei Cavalieri

Tornando indietro e proseguendo lungo via dei Mille si arriva all’ altra spettacolare piazza pisana, Piazza dei Cavalieri, che al tempo dei romani era il Foro e successivamente il cuore politico della città, chiamata “piazza delle sette vie”, perchè oltre alle cinque strade che si vedono oggi, se ne aprivano altre due, una fra il Palazzo dei Cavalieri e la Torre dell’ Orologio, l’ altra dov’è il Palazzo Puteano.

 

Il Palazzo dei Cavalieri, o della Carovana, sede della Scuola Normale di Pisa, una delle più prestigiose università, predomina nella piazza. Cosimo dei Medici lo fece costruire a metà ‘500 da Giorgio Vasari su un precedente Palazzo degli Anziani e fu la prima sede dell’ Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. La facciata è decorata con graffiti, che rappresentano in basso i segni dello zodiaco e più in alto personaggi allegorici (Arti, Dei, Virtù), poi si vedono i busti dei Medici e gli stemmi medicei e dei Cavalieri. La Scuola Normale che oggi vi risiede fu istituita da Napoleone nel 1810, su modello dell’ Ecole Normale di Parigi, poi riformata e riorganizzata in modo più moderno dai Lorena. Questa scuola ha visto passare numerosi direttori e docenti illustri, fra cui Enrico Fermi, Ulisse Dini, Giosuè Carducci.

A destra del Palazzo della Carovana si trova la Chiesa dei Cavalieri, dedicata a Santo Stefano e costruita anche questa su disegno del Vasari.

Di fronte alla Chiesa è il Palazzo Conventuale o Canonica, una volta destinato ai Cavalieri cappellani di Santo Stefano e oggi sede del Genio Civile. Altri due Palazzi nella Piazza erano dedicati all’ ordine dei Cavalieri: sono il Palazzo del Consiglio, con una facciata signorile e vivace e il caratteristico Palazzo dell’ Orologio, a sinistra del Palazzo dei Cavalieri, che doveva servire da infermeria e da abitazione per i Cavalieri anziani. Fu realizzato unendo due torri: a sinistra la Torre- palazzetto della Giustizia e a destra la Torre dei Gualandi, detta anche Torre della Muda, chiamata così perchè si usava per “mudare”, ossia far cambiare le penne alle aquile, simboli di Pisa o anche Torre della Fame, perchè pare che fu in quest’edificio che il Conte Ugolino fu rinchiuso a morire di fame insieme ai suoi figli per aver tradito Pisa, come ci racconta Dante nel canto XXXIII dell’Inferno. Il fatto che per disperazione il conte si fosse nutrito dei corpi dei suoi figli (già morti) sembra sia solo una credenza dovuta a una sbagliata interpretazione del canto, che è stato lungamente dibattuto senza mai arrivare a una conclusione certa.

 

I Lungarni

 

I Lungarni pisani
I Lungarni pisani

Da Piazza dei Cavalieri ci sono 3 percorsi possibili per andare sui Lungarni:

 

-Si può riprendere per via Santa Maria, vedendo Palazzo Quaratesi, la Parrocchia di San Nicola, il Palazzo delle Vedove e infine, all’ incrocio con il Lungarno Pacinotti, il Palazzo Reale che ospita un importante museo d’ arte nazionale.

 

-Si può proseguire in via Ulisse Dini, a destra della Chiesa di Santo Stefano, dove possiamo ammirare la statua bronzea di Ulisse Dini, famoso matematico pisano. Finita la strada, ci si trova in Borgo Stretto, una delle principali vie del centro, che sfocia in Piazza Garibaldi e sul Lungarno.

 

-Se prendiamo via San Frediano, poi svoltiamo in via Domenico Cavalca, possiamo vedere la Torre del Campano, risalente al 13° sec., nella cui cella in alto si trova una campana che veniva suonata ogni mattina per annunciare l’ inizio delle lezioni universitarie. Questa zona è fitta di negozietti tipici e ristorantini molto accoglienti.
Da qui si può imboccare il vicolo del Tidi, dove, circa a metà strada, troviamo Lumiere, il più antico cinema d’ Italia, che propone eventi musicali e spettacoli teatrali accompagnati da ristorazione. Finito il vicolo, siamo sul Lungarno Pacinotti, accanto al Palazzo dell’ Ussero o Rosso, la cui facciata spicca sulle altre.

 

Palazzo dell' Ussero
Palazzo dell’ Ussero

Il Palazzo dell’ Ussero ha una facciata in mattoni e ornamentazioni in terracotta. Presenta come finestre bifore e trifore, l’ edificio deriva infatti dall’ unione di due case leggermente differenti. Il Palazzo ospita il caffè dell’ Ussero aperto nel 1794, ritrovo di studenti universitari e in particolare dei patriottici nel periodo del Risorgimento, frequentato anche da importanti personaggi storici.

 

Il Lungarno pisano (esiste il Lungarno anche a Firenze) è ampio e suggestivo, molto apprezzato da scrittori e artisti dell’ Ottocento, fra cui Giacomo Leopardi, che scrisse:

 

L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze. Questo lungarno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora: non ho veduto niente di simile nè a Firenze nè a Milano, nè a Roma, e veramente non so se in tutta l’Europa si trovino vedute di questa sorta.

Vi si passeggia poi nell’inverno con gran piacere, perchè v’è quasi sempre un’aria di primavera: sicchè in certe ore del giorno quella contrada è piena di mondo, piena di carrozze e di pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, delle botteghe piene di galanterie e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura. Nel resto poi, Pisa è un misto di città grande e di città piccola, di cittadino e di villereccio, un misto così romantico, che non ho veduto mai altrettanto. A tutte le alte bellezze, si aggiunge la bella lingua.

Giacomo Leopardi, 12 dicembre 1827, lettera alla sorella Paolina.

(..) Sono incantato da Pisa per il clima; se dura così sarà una beatitudine. Ho lasciato a Firenze il freddo di un grado sopra il gelo; qui ho trovato tanto caldo che ho dovuto gettare il ferraiuolo e alleggerirmi di panni.

Giacomo Leopardi, 12 novembre 1827, lettera alla sorella Paolina.

Ho qui in Pisa una certa strada deliziosa, che io chiamo Via delle rimembranze: là vo a passeggiare quando voglio sognare ad occhi aperti.

Giacomo Leopardi, 25 febbraio 1828, lettera alla sorella Paolina.

 

Oltre al Palazzo dell’ Ussero e il Palazzo Reale citati sopra, altri edifici importanti nella sponda settentrionale sono il Palazzo alla Giornata, detto così perchè quando il proprietario Francesco Lanfreducci tornò a Pisa dopo anni di prigionia in Algeri era completamente al verde e doveva vivere “alla giornata” appunto e faceva eseguire i lavori di ristrutturazione man mano che le possibilità economiche glielo permettevano.

 

Andando verso est troviamo Palazzo Roncioni,  sede dell’archivio di Stato, Palazzo Medici, sede della Guardia di Finanza, per arrivare al Museo di San Matteo, uno dei più importanti in Europa per le opere sacre medievali.

 

“Mezzogiorno” (Pisa Sud)

 

Palazzo blu
Palazzo blu

A questo punto, attraversato il Ponte di Mezzo, usciamo dalla parte Nord (Tramontana) e entriamo nella parte Sud della città. Dopo il ponte, si vedono le Logge dei Banchi, che ospitano spesso vari mercatini.

 

Sul Lungarno meridionale troviamo palazzo Lanfranchi, sede di un interessante Museo della Grafica, la Chiesa di San Sepolcro, la cui particolarità è la pianta ottagonale, palazzo Pretorio, palazzo Gambacorti, il palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, più noto come Palazzo Blu (chiamato così per la facciata blu), che ospita un’ esposizione d’ arte permanente a ingresso gratuito e in un’altra sezione organizza mostre d’ arte di famosi artisti europei.

 

La Chiesa della Spina
La Chiesa della Spina

Ancora su questo lato del fiume la chiesa di Santa Maria della Spina, un piccolo gioiello gotico risalente al 1230, chiamata così perchè conservava all’ interno una spina della corona di Gesù. Costruita originariamente in una posizione più sporgente e soggetta ai pericoli del fiume, fra cui il cedimento del terreno e le piene, ne fu ordinato lo spostamento e dal 1871 al 1875 fu completamente smontata e ricostruita nella sua posizione attuale. L’ interno non conserva più le opere d’ arte originali, che sono al museo di San Matteo, e talvolta ospita mostre d’ arte gratuite.

 

Più avanti troviamo la chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno, che era l’ antico duomo pisano.

 

Da qui attraversiamo il ponte della Cittadella per visitare l’  Arsenale Repubblicano e la Cittadella. Il primo fu fatto costruire dai Granduchi Medici fra il 1548 e il 1588 ed era qui che si fabbricavano i potenti galeoni destinati ai cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano. Prossimamente aprirà qui il Museo delle Navi Antiche. Per Cittadella si intende il complesso che sta di fronte all’ arsenale che era una vecchia fortezza medievale di cui si nota in particolare l’ agile e alta Torre Guelfa, da qui partivano diversi canali che favorivano l’ immissione delle navi verso il mare.

 

"Tuttomondo" di Keith Haring
“Tuttomondo” di Keith Haring

Se invece dal Ponte di Mezzo andiamo a dritto troviamo Corso Italia, la via principale della città, che arriva fino alla Stazione Centrale.

Arrivati in Piazza Vittorio Emanuele, di fronte alla Stazione dei treni, andiamo a destra, imbocchiamo per un breve tratto via D’ Azeglio e svoltiamo in via Zandonai, per vedere “Tuttomondo” di Keith Haring. Si tratta dell’ ultima e unica opera permanente che l’ artista contemporaneo ha creato, realizzata nel 1989 su una superficie di 180 metri quadri. Il dipinto rappresenta la pace e l’ armonia nel mondo, al centro si vede la croce pisana, fu realizzato in 4 giorni in cui l’ artista imbiancò la parete e dipinse le sagome nere delle figure, poi con l’ aiuto di artigiani e studenti, colorò le figure con le vernici fornite gratuitamente dalla ditta pisana Caparol. Haring alloggiava in quei giorni all’ hotel di fronte al murales, dalla finestra osservava incuriosito le reazioni della gente e apprezzò molto il suo soggiorno a Pisa, oltre che la cucina.

 

Parchi in città

 

Se a un certo punto dopo tanto camminare e visitare siete stanchi e cercate un posto fresco dove potervi rilassare andate a vedere Giardino Scotto detto anche Fortezza o Cittadella Nuova, per distinguerla dalla Cittadella vecchia che è dall’ altra parte della città, dov’ è l’ Arsenale. Si tratta di un’ antica fortezza pisana, costruita dall’ architetto fiorentino Giuliano da Sangallo nel 1512 su precedenti fortificazioni. Oggi della fortezza restano poche mura e un bastione a sud, mentre la parte centrale è occupata da un vasto e signorile giardino alberato, con porticato sopraelevato realizzato dal proprietario Domenico Scotto nel XVIII sec. Nel 1930 diventò un giardino pubblico usato per mostre e spettacoli teatrali e ospitava anche due voliere con animali esotici, dal 1945 a oggi è usato inoltre come cinema all’aperto. All’ interno del parco si trova la statua di Leonardo Fibonacci, chiamato scherzosamente “il bighellone” dai pisani, che pensavano che le sue teorie matematiche fossero poco utili. Nel 2013 è stato riqualificato e restituito alla cittadinanza, dopo danni subiti nella Seconda Guerra Mondiale.

 

Chiesa di San Michele degli Scalzi
Chiesa di San Michele degli Scalzi

Andando ancora verso Est troviamo il viale delle Piagge, una strada alberata lungo l’ Arno dove i pisani vanno a passeggiare, a fare sport e a passare il tempo, e dove si trova il secondo edificio più pendente della città, ossia il campanile della Chiesa di San Michele degli Scalzi.

 

 

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